La parte illuminata del paese

Questo titolo è preso dall’ultimo numero della rivista “Le Scienze”, dove viene usato per ricordare il professor Enrico Bellone, recentemente scomparso. Per tredici anni, dal Gennaio 1996 a tutto il 2008, il professor Bellone ha diretto la rivista, continuando a collaborare anche dopo il suo avvicendamento con il fisico Marco Cattaneo.

Negli ultimi anni, e in particolare nei mesi più recenti, non sono mancati suoi interventi assai critici sulle posizioni che il governo e, sembrerebbe, gran parte del paese, ha preso rispetto alla ricerca scientifica ed all’università italiana. Per capire il suo pensiero basta leggere le seguenti parole:
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Parlare a vanvera [flash]

Domenica, alla trasmissione di Fabio Fazio, s’e’ rivista Mariastella Gelmini. Il conduttore ha al Ministro alcune domande riguardo ad alcuni recenti provvedimenti del Governo di cui ancora si stentano a vedere gli effetti. Almeno quelli positivi.

Al contrario, le conseguenze dei tagli sono sotto gli occhi di tutti, sia per quanto riguarda la scuola (quella pubblica, ovviamente) che per quanto riguarda l’universita’. A queste obiezioni il Ministro ha ripetuto la consueta cantilena, con alcune variazioni notevoli: per esempio ora tra i grandi successi dell’azione governativa va annoverata la chiusura di un immaginario corso di laurea sull’asino dell’Amiata. La lotta agli sprechi del Ministro Gelmini assume sempre piu’ i contorni di una gloriosa battaglia donchisciottesca contro avversari tanto tremendi quanto immaginari; e l’asinologia sembra essere uno degli incubi ricorrenti del Ministro.

Ma mentre il Ministro si trastulla tra un libro di favole ed una comparsata in TV, i problemi di sempre son ancora tutti li’, ed anzi se ne aggiungono di nuovi. Il motivo e’ presto detto: la riforma epocale della Gelmini e’ solo una scatola vuota che, in mancanza di regolamenti e decreti attuativi non solo e’ inutile, ma sta gia’ inceppando o rendendo ingestibile financo l’ordinaria amministrazione (come era peraltro facile da prevedere).

Dulcis in fundo: qual’e’ il modello dell’ universita’ di Mariastella? Facile: l’IMT di Lucca, ovvero un istituto speciale (soprattutto per la quantita’ di fondi pubblici che riceve) inventato dal nulla per gratificare un qualche politicante locale (un tal Pera, si dice).


Per approfondire:

Pubblicato in flash, gelmini, miti&leggende, tagli finanziari | 9 commenti

Caos Calmo [flash]

Le università italiane sono alle prese con la riscrittura del proprio Statuto secondo quanto stabilito dalla legge 240/10. Se si potesse stazionare in alto, ben appostati su una mongolfiera e dotarsi di un cannocchiale speciale, capace di farci vedere cosa succede in ogni singola sede, lo spettacolo sarebbe istruttivo, allarmante e allo stesso tempo esilarante.

Dalle notizie che circolano, si potrebbe dire che è iniziatata una nuova olimpiade: sono in atto competizioni di forza (rettori che di fatto impongono i nomi della commissione), di democrazia (commissioni elette a suffragio universale, iter trasparente e condiviso dei lavori), di furbizia (Statuti già belli e pronti nel cassetto), d’impegno (gruppi e controgruppi di lavoro, siano essi ombra oppure alla luce del sole), d’immobilismo (in alcune sedi ancora non si è mossa foglia).

La ministra può cantar vittoria: ha trasformato gli universitari italiani in una folla pseudocostituente. Dico pseudo perché, a differenza Continua a leggere

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Ricercare democrazia

Ai bambini a volte capita di sentirsi domandare se vogliono più bene al babbo o alla mamma. Allo stesso modo, a chi lavora nelle università capita di sentirsi chiedere se è più importante la didattica o la ricerca. Direi che si tratta dello stesso tipo di domande senza senso, che mettono in imbarazzo gli universitari, così come probabilmente avviene per i bambini.

Per i bambini la risposta standard, rispettabile, è che vogliono bene lo stesso a tutti e due. Per gli universitari la rispettabilità la si ottiene allo stesso modo. I più arditi possono aggiungere che la ricerca è un presupposto essenziale alla didattica, che da sola diventa rapidamente obsoleta.

Si tratta di una cosa vera, ma giustificata in tali termini la ricerca potrebbe rimanere confinata entro le mura degli istituti e delle università. Poiché i risultati di una ricerca si vedono a distanza di parecchio tempo è facile per qualcuno affermare che ricercare non serve a niente o che, a voler essere proprio generosi, l’unica ricerca che forse serve è quella scientifica. Invece è facile dimostrare che tutta la ricerca è importante per un paese e per l’intera società civile e democratica, e non solo perché da essa ci aspettiamo una più efficace cura per il cancro o l’AIDS. Vediamo come. Continua a leggere

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Lettera al Ministro [flash]

Gli studenti del Collegio Ghislieri di Pavia hanno scritto una lettera che hanno inviato al Ministro della Pubblica Istruzione ed al Capo dello Stato per attirare l’attenzione su alcuni punti critici della recente riforma. La lettera contiene spunti di riflessione interessanti, pertanto abbiamo pensato riproporre anche qui il testo della lettera, come appare sul loro blog. Iniziative analoghe erano state intraprese dagli alunni della SNS e della Scuola Sant’Anna di Pisa. Continua a leggere

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Ricercatori o tennisti: H-index come ATP Ranking?

Si possono classificare gli scienziati come i tennisti? Questa domanda, un po’ provocatoria, è l’inizio di un recente articolo sul blog di Francesco Sylos Labini, che analizza la questione della valutazione dei singoli ricercatori o di un’intera struttura di ricerca in base ad un indice numerico sintetico, nel caso specifico l’H-index. L’H-index è una misura di quanti lavori di un ricercatore risultano citati (corrisponde al numero massimo N di lavori con almeno N citazioni). Continua a leggere

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Camouflage

Spiega sapientemente il Primo Ministro Italiano durante la presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa (14/12/2010) che una menzogna ripetuta abbastanza a lungo riesce a convincere molte persone (e poi, presumibilmente col noto senso dell’ironia, precisa che in verità Gianfranco Fini non è mai stato espulso dal PDL).

Cosa ha a che fare questo episodio con Ultimo Appello e col titolo di questo articolo? Molto, perché la tecnica di diffusione mediatica di menzogne è stato proprio lo strumento principale di propaganda per creare consenso sul DDL, delegittimare ogni protesta, approvare un testo finale inadeguato sotto molti profili. Continua a leggere

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The year after

Benvenuti nel 2011, anno I dalla riforma.

Stiamo parlando della riforma dell’università, ovviamente. Strano a dirsi, ma a neanche un mese dalla sua approvazione è già tempo di consuntivi. Quando si dice l’efficienza…

Cosa sta succedendo nell’università, non solo a causa dell’approvazione del pluricontestato e megamitizzato disegno di legge Gelmini? Facciamo un breve ma significativo elenco: Continua a leggere

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Il presepe vivente

Da qualche giorno alcuni giornali ospitano pezzi di articolisti in vena di nostalgie. L’oggetto di tale nobile sentimento è apparentemente assai poco poetico, ma evidentemente è in grado di sviluppare un certo fascino. Stiamo parlando del «mercato del lavoro».
Il mercato del lavoro, in sintesi, si dice essere stato depauperato della propria componente più schiettamente artigianale e romanticamente manuale, da una serie di intellettuali da strapazzo, che hanno turlupinato le masse, indicando loro come obiettivo di benessere un compulsivo accumulo di vuote conoscenze e nozioni accademiche e teoriche.
Aedo di questa ballata ormai ripetuta in modo abbastanza ossessivo è addirittura il nostro Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi,

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Complimenti, signor Ministro [flash]

Oggi, al termine di un percorso a tappe forzate, la riforma dell’università italiana è diventata legge dello Stato. Dopo la proclamazione Mariastella Gelmini, la titolare di tale provedimento, ha ricevuto le congratulazioni di alcuni membri del Parlamento. Strette di mano e mani sulle spalle, a replicare gesti che in altri ambienti ed in altre occasioni accompagnano il superamento di dure prove, di esami difficili, di eventi che in modo personale o collettivo migliorano in qualche modo il mondo.

In questo caso, per cosa ci dovremmo congratulare con lei, signor Ministro? Per l’informazione prima negata e poi, di fronte all’impossibilità di tacere oltre, blindata e faziosa? Continua a leggere

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