Il futuro anticipato [flash]


A volte notizie da altri mondi risuonano come sinistri presagi: leggendole non si può fare a meno di vedere le somiglianze con quello che sta succedendo in Italia. Oggi da Londra rimbalza la notizia di una imponente manifestazione

Oltre 50mila studenti e ricercatori hanno marciato nel centro di Londra per protestare contro il drastico aumento delle rette universitarie. Le rette, che erano intorno a 1000 sterline l’anno fino a dieci anni orsono e che Tony Blair portò a 3 mila, sono state aumentate fino a 9 mila sterline (quasi 11 mila euro), citando l’esigenza di tagliare i fondi pubblici all’istruzione nell’ambito della controversa manovra per ridurre il deficit. Ciò significa che uno studente potrebbe accumulare un debito di circa 50 mila euro per arrivare alla laurea. Il governo ha stabilito un programma per ottenere prestiti e restituire il denaro, con gli interessi, in proporzione al reddito che i laureati conseguono negli anni successivi al diploma [Repubblica.it]

Le analogie con quel che si propone in Italia sembrano tante. Certo qualcuno continuerà a sostenere che, da noi, i tagli non incideranno sui più deboli (ricercatori, precari e in questo caso studenti), anzi ai soliti malfidati il Ministro Gelmini lo ha già ribadito più volte

Voglio essere chiara sul costo delle iscrizioni: non è previsto nessun aumento delle tasse per gli studenti

Ma guarda la combinazione il parallelo con il caso inglese continua anche in questo caso:

Clegg è apparso in imbarazzao quando la vice-leader laburista Harriet Harman gli ha ricordato che fino a pochi mesi fa, in campagna elettorale, anche lui criticava aspramente ogni ipotesi di aumentare le rette universitarie

Quando si ha la fortuna di vedere un futuro così fosco in anticipo si ha poi il dovere di cercare di far di tutto per scongiurarlo. Tutti coloro che hanno veramente a cuore la formazione superiore e la ricerca,  devono far sentire la propria voce contro i tagli ai fondi all’Università.

Lo facciano anche per il Ministro stesso, per evitarle imbarazzi futuri, perché quando crollerà la Domus del Sapere e della Ricerca  per mancanza di risorse non potrà sostenere di non essere stata responsabile!

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