L’asino, e altre favole [flash]


Ieri il Ministro Maria Stella Gelmini, ospite di Porta a Porta, ha approfittato dell’occasione per rispolverare tutto il repertorio, cominciando con la descrizione degli effetti favolosi della sua riforma. Su questo punto è però stata severamente ridimensionata da Massimo Donadi, che le ha fatto osservare come ci fosse una totale inconsistenza tra i proclami e la realtà dei fatti.

Vista la malaparata, il conduttore ha cercato di cambiare discorso: attingendo al solito elenco caricaturale dei mali dell’università, il servizievole Vespa tira fuori le cosiddette ricerche inutili, come l’ormai celeberrimo “approccio multidisciplinare alla conservazione dell’asino dell’Amiata”. L’attacco diretto ai progetti di ricerca è un revival interessante, in quanto ritorna un pezzo del repertorio gelminiano che ultimamente si era visto poco (a parte una recentissima articolessa sul Giornale): si ridicolizzano alcuni progetti di ricerca ironizzando sul titolo. Ma l’unica cosa ridicola è che il Ministro Gelmini possa contestare il finanziamento di progetti di ricerca approvati dal Ministero Moratti (sempre Governo Berlusconi), in seguito alla valutazione di un comitato scientifico di nomina ministeriale.

Un altro cavallo di battaglia del Ministro sono i fantomatici corsi di laurea con un solo studente. Inutile dire che anche in questo caso si tratta di una bufala: della leggenda dello studente unico ne abbiamo parlato qui (al punto 5).

Insomma: le favole, che tanto piacciono al Ministro, sono molto distanti dalla realtà. Così, mentre Maria Stella Gelmini parla di ridurre le sedi, nei fatti fa esattamente il contrario, aprendo la porta al riconoscimento degli atenei telematici (che andrebbero ad incrementare il numero di università finanziate con denaro pubblico).

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17 risposte a L’asino, e altre favole [flash]

  1. Silvia Morelli ha detto:

    Non solo il ministro. Sull’asino è tornato anche il leghista Castelli, la stessa sera, però a Anno Zero.
    Sono proprio fissati, con gli asini, questi qua.

  2. Roberto Bruni ha detto:

    Contro l’equazione “semplificazione = superficialità” e in difesa degli asini… dell’Amiata: se si parla di un argomento di fronte a milioni di spettatori
    è meglio provare a documentarsi un minimo per sapere di cosa si parla.
    A volta basta poco: 10 minuti + google ed ecco le informazioni essenziali.

    Da wikipedia:
    L’Amiata è una razza di asino originaria del grossetano, in Toscana. Oggi la specie, nonostante il recupero e il registro nell’anagrafe di molti esemplari selezionati e autoctoni, è in via di estinzione. Se n’è occupato il regolamento CEE 2078/92. Nel 2009, la Coldiretti ha verificato un incremento nell’allevamento degli asini, e la razza Amiata risultava la più allevata, con 52 allevamenti e 984 capi in totale.

    La descrizione del progetto di ricerca ormai tanto reclamizzato (PRIN 2004) è disponibile a
    http://www.ricercaitaliana.it/prin/dettaglio_prin-2004075420.htm

    (Il progetto era stato citato nel 2008 da Luca Barbareschi ad Annozero
    per criticare il sistema universitario. )

  3. pietrodima ha detto:

    A questo proposito mi sembra veramente illuminante la lettera che il prof. Francesco Camillo scrisse due anni fa al ministro Brunetta e al ministro Rotondi che avevano citato la stessa storia, con la stessa grevità dei loro colleghi, in trasmissioni analoghe durante la protesta per la 133.

    http://www.anmvioggi.it/files/LA%20LETTERA%20DEL%20DIRETTORE%20PROF%20FRANCESCO%20CAMILLO.pdf

  4. Anvur Cronaca ha detto:

    Comunque un sistema universitario che si fa infilare in contropiede – ma neanche tanto – con queste asinate è un sistema senza la minima coscienza (e scienza) di sè.

    Si potrebbe dire che i nostri accademici si meritano tutto questo se non hanno nemmeno gli strumenti per contrastare una simile situazione (figurarsi poi elaborare le questioni più controverse).

    • carcar ha detto:

      E adesso sarebbe colpa del sistema universitario?

      Rendere efficiente e competitivo il sistema di finanziamento della ricerca e’ responsabilita’ del Ministro (che invece, con la sua riforma low-cost ignora la questione).

      In una situazione in cui il Ministro stesso attacca l’universita’ con l’appoggio di tutti i media mainstream non e’ facile reagire: e’ come combattere con archi e frecce contro un nemico che ha i bombardieri. E quando parlo di media non mi riferisco solo alle TV, ma anche alla stampa ‘libera’, tipo il Corriere. Vorrei poi ricordare che anche il PD ha partecipato allo scempio: http://unimediapisa.wordpress.com/2008/12/20/il-minestrone/

      Ma forse, se a reagire fossimo in tanti, qualcosa si otterrebbe. E se scriviamo su questo blog, e’ perche’ non abbiamo ancora perso la speranza di cambiare il corso degli eventi.

  5. Serenella Pegna ha detto:

    Probabilmente la leggenda dell’asino nasce proprio nel 2008 (Brunetta, Porta a porta del 27 ottobre) come argomento polemico contro ‘i baroni arroccati nei propri privilegi, sobbillatori di studenti ingenui e sperperatori di denaro pubblico’ in una fase di convergenza nelle proteste contro la 133 (anche questa presentata come arma letale contro baroni). La citazione è meno triviale di quanto ci si immaginerebbe; dev’esser piaciuta moltissimo agli apparati che ne fanno subito un refrain. Per una memoria storica, Brunetta sui fannulloni dell’università, una Lanzillotta (PD) quanto mai tecnocratica e uno studente di Roma che dice la sua
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-97ed8a18-56e3-47b5-a549-96a29d08f32b.html?p=2
    (la puntata è su Obama, dell’università ne parlano all’inizio e quindi non ci si stressa molto)
    Una cosa carina: sull’asino nasce subito un gruppo di discussione su Facebook ‘io difendo l’asino del Monte Amiata’ che funziona (nei limiti) anche da controinformazione sulla ricerca in università (la lettera del prof. Camillo io l’ho trovata lì)
    http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=32574283214

    • Cristina Cassina ha detto:

      Grazie Serenella,
      stamani sono intervenuta su questo problema a Prima Pagina, radio 3. Non credo di essere stata abbastanza chiara e incisiva, ma ogni tentativo per smontare le bugie della Ministra deve essere tentato, e invito tutti a provarci.
      Ciao, Cristina

  6. enzo ha detto:

    ciao Cristina, il tuo è stato un buon intervento , l’ho sentito e per me sei stata convincente di sicuro non hai raccontato frottole come stà facendo la ministra fantoccio negli ultimi 2 anni..

  7. Cecilia C. ha detto:

    Vi segnalo l’interessante post http://svistasocialclub.wordpress.com/2010/12/06/lasino-si-e-stufato-ovvero-asini-leghisti-e-altri-ministri/ . Il blog aveva già pubblicato un altro post sarcastico sul duo Brunetta-Rotondi. Saluti, Cecilia

  8. unimediapisa ha detto:

    Segnalo un paio di video realizzati da R29A:

    Amatoriali, ma simpatici (anche se il tetto di Architettura non e’ esattamente la location ideale per fare una registrazione)

  9. Pingback: Camouflage | Ultimo appello

  10. Pingback: L’asino YouCut | Francesco Sylos Labini | Il Fatto Quotidiano

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