L’incubo, prima di Natale. [flash]


The Nightmare Before Christmas è un geniale film d’animazione ideato da Tim Burton. Questa favola natalizia narra la storia di Jack Skellington, uno scheletro-zombi, Re di Halloween Town, che, affascinato dalla magia del Natale, rapisce Santa Claus e tenta di rimpiazzarlo, ma con risultati inquietanti. Il volo con la slitta delle renne nella notte di Natale si trasforma in una vera e propria Danse Macabre, mentre Jack-Santa Claus distribuisce ai bambini doni che si rivelano spaventosi trucchi e trappole horror. La favola ovviamente finisce bene, con il trionfo dello spirito del Natale. Così sono le favole, una classica miscela di horror, grottesco e lieto fine.

L’incubo prima di Natale è anche ciò che l’Università italiana sta vivendo adesso con l’imminente approvazione del ddl Gelmini. La violenza di piazza del 14 dicembre è senza dubbio horror, ma la criminalizzazione della protesta studentesca da parte di esponenti della maggioranza (sen. Gasparri e on. La Russa) appartiene alla categoria del grottesco. Grottesco è l’iter parlamentare della legge, frenetico e sconclusionato. Grottesco il testo: contraddittorio, inutilmente dettagliato in alcuni punti minori, un vero guscio vuoto di deleghe in bianco al governo per quanto riguarda questioni vitali come reclutamento e valutazione. Horror sono senz’altro le dichiarazioni di ieri di Mariastella Gelmini che esaltano, in una lettera al Rettore di Palermo, il gesto disperato di un dottorando suicida di Palermo, Norman Zarcone: “…Quello di Norman è stato un disperato gesto di protesta contro le logiche baronali, che riteneva impedissero del tutto la realizzazione dei suoi sogni”. Ricordo ai lettori che l’on. Gelmini, così come il sen. Quagliariello, in altre occasioni ha assunto posizioni intransigenti a proposito della “non disponibilità” della vita, come nei casi Englaro o Welby, esprimendo nessuna pietà umana. Quando invece serve alla causa, di un suicidio si può parlare con ammirazione. Complimenti!

La vicenda del ddl Gelmini in sé ha delle forti analogie con la storia di The Nightmare Before Christmas. Il mondo universitario, come i bambini della favola, era in gioiosa attesa di un regalo, una riforma “epocale” capace di risolvere tutti i mali. E così ce la presenta il sito MIUR il giorno dopo l’approvazione alla Camera: “lotta agli sprechi, a parentopoli e ai rettori a vita”. Il documento non deve essere sembrato troppo convincente, così l’indomani arriva il tocco horror: “Cosa succede se non passa la Riforma” contiene una serie di minacce (Nessun concorso per ordinari e associati- Nessun concorso da ricercatore- Blocco delle risorse per reintegrare scatti) indirizzate a precisi soggetti, che evidentemente non si comportano da “bravi bambini”. Peccato che i problemi paventati siano il risultato dell’opera del Ministro e che, in buona sostanza, il ddl invece di risolverli, li aggraverà. Se non bastano queste minacce, sappiate che il Ministro non ha ancora firmato il decreto per l’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario 2010 delle Università e si riserva di non farlo, se la riforma non sarà approvata.

Strana idea di merito e “premialità” se somiglia a un ricatto. Del resto, la valutazione del merito è uno dei cavalli di battaglia della propaganda gelminiana. In effetti, nel testo del ddl l’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) è nominata ben una ventina di volte. Il suo ruolo sembra imprescindibile per assicurare la qualità del sistema. Peccato che, come ci spiega una fonte autorevole, sia stato il Ministero stesso il principale responsabile della marginalizzazione e del ritardo nel varo dell’ANVUR.

Una miscela di grottesco e horror, dicevo. In quale altro modo si può definire un provvedimento che contiene oltre cento deleghe, tra regolamentari e legislative, impossibile da rendere operativo e che porterà a una prevedibile condizione di stallo l’Università pubblica, azzerando il sistema vigente, per introdurne un altro inapplicabile?

Possiamo sperare in un lieto fine, come nel film di Tim Burton?
Per questo ci vorrebbero l’azzeramento di questo pasticcio frettoloso, un confronto con chi lavora e studia nell’università, un finanziamento adeguato del sistema universitario pubblico. Improbabile, anche nel mondo delle favole.
Prima di Natale l’incubo diventerà realtà, per rovinare anche il riposo delle feste.

Ma non tutto è perduto: per cacciare gli incubi bisogna essere desti e vigili, come abbiamo imparato ad essere in questi lunghi mesi dell’horror e della farsa.

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Ricercatore del Dipartimento di Fisica, Università di Pisa
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2 risposte a L’incubo, prima di Natale. [flash]

  1. Rm Bozzi ha detto:

    A me rimanere svegli per cacciare gli incubi m ricorda un altro Nightmare, il film horror. La Gelmini somiglia anche a Jack Kruger. Mi sa che ci hanno fregato, e che non c’e’ piu’ speranza.
    Da parte mia vi saluto, ho avuto un’offerta per un post-doc in USA, andarci a 40 anni non e’ il massimo ma meglio che la disperazione italiana…..
    Auguri a tutti, anzi in bocca al lupo!
    Remo

    • Cristina Cassina ha detto:

      Caro Remo,
      auguri a te.
      Spero che questo periodo negli Usa sia proficuo, ma anche che tu possa tornare e, soprattutto, trovare una posizione fissa nel tuo paese.
      Non sono una nazionalista, parlo con rabbia: un altro cervello made in Italy che forse se ne va …..
      Che disastro, questa Italia. Anzi, “what nightmare!”

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