Caos Calmo [flash]


Le università italiane sono alle prese con la riscrittura del proprio Statuto secondo quanto stabilito dalla legge 240/10. Se si potesse stazionare in alto, ben appostati su una mongolfiera e dotarsi di un cannocchiale speciale, capace di farci vedere cosa succede in ogni singola sede, lo spettacolo sarebbe istruttivo, allarmante e allo stesso tempo esilarante.

Dalle notizie che circolano, si potrebbe dire che è iniziatata una nuova olimpiade: sono in atto competizioni di forza (rettori che di fatto impongono i nomi della commissione), di democrazia (commissioni elette a suffragio universale, iter trasparente e condiviso dei lavori), di furbizia (Statuti già belli e pronti nel cassetto), d’impegno (gruppi e controgruppi di lavoro, siano essi ombra oppure alla luce del sole), d’immobilismo (in alcune sedi ancora non si è mossa foglia).

La ministra può cantar vittoria: ha trasformato gli universitari italiani in una folla pseudocostituente. Dico pseudo perché, a differenza di chi esercita un vero potere costituente, noi non abbiamo piena potestà di volere. Dobbiamo sottostare alle strettorie dell’articolo 2 e a tanti altri vincoli. Sicché le gare più interessanti (quelle che si corrono per la coppa democratica) si trasformano in prove di slalom tra mille paletti, le stesse che richiedono grandi abilità.

Ancora una volta è da sottolineare la schizofrenia del sistema: la parte migliore del mondo universitario si sta impegnando, davvero  – e con grande dispiego di energie sottratte all’insegnamento e alla  ricerca –  a scrivere una carta fondamentale che preservi oppure introduca spazi di democrazia, autonomia e partecipazione. I nomi dei commissari sono pubblici e, quindi, posso affermare che alcuni dei colleghi più attivi della Rete 29 Aprile siedono ora in queste commissioni. Consentitemi una nota di amarezza: questo impegno (sacrosanto) non finirà per smorzare la protesta, sottraendole alcune delle sue menti migliori?

Ora, di fronte a questa frenetica attività, il ministero che sta facendo?
Non molto, apparentemente, dato che si avvita sui decreti di sua competenza, che prima preannuncia e poi scompaiono (per nostra fortuna il collega Paolo Gianni ha redatto un’utilissima tabella, articolata anche per scadenze). Soprattutto, nessun segno di assunzione di responsabilità: note e contro note sul DM 17, incertezza assoluta sul “dopo SISS“, probabile congelamento di assunzioni e progressioni di carriera in virtù della mancata proroga del cosiddetto “sconto” sull’ FFO (mille … meno una, verrebbe da dire).
Quale spettacolo, allora, dalla mongolfiera? Una cortina fumogena in cui nessuno, neppure i più esperti e accorti dei nostri colleghi, riesce ormai a orientarsi.

E di soldi (guardo attentamente con il cannocchiale) neppure l’ombra.
Le università italiane, vale a dire le istituzioni pubbliche preposte alla ricerca e alla didattica di livello superiore, sono destinate a languire ancora a lungo, sottoposte a una cura dimagrante a tappe forzate, senza prospettive concrete di ricambio degli organici né di investimento.

E mentre notizie inquietanti, ma di un certo interesse per noi, ci parlano di dimissioni eccellenti legate in maniera diretta o indiretta a tesi di dottorato copiate (ricordandoci che gli studi superiori hanno una loro rilevanza nelle società occidentali), il caos calmo del sistema italiano raggiunge livelli quantomeno inquietanti.

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Informazioni su cristina cassina

Ricercatrice di Storia delle Dottrine politiche, Università di Pisa
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6 risposte a Caos Calmo [flash]

  1. Cristina, hai ragione: un sacco di confusione e una gran cortina fumogena.

    Intanto le Università, per molti versi, si stanno inchiodando: non rinnovano contratti in corso, quando invece potrebbero, dandone la colpa a mancati decreti attuativi (ora il ministro ha altro da fare: campagna elettorale permanente e difesa a spada tratta del capo); se ne fregano però della legge quando continuano a bandire contratti gratuiti o a 1 € (vergogna) per tenere un intero corso. Programmazione, arruolamento e progressioni manco a parlarne, ovviamente.

    C’è, come dici, la questione statuti. Però questa è importante di per sé, al di là del singolo risultato e degli statuti già scritti nel cassetto. Sarà la prima volta in cui, simultaneamente in tutto il Paese, il potere universitario vero, quello di tutti i giorni, si dovrà sedere dinanzi a persone che fino ad ora non ha mai concepito come parlanti e men che meno pensanti. Si accorgerà presto, con orrore, che sono molto più informate di lui (potere), molto più determinate, molto più rivolte all’etica pubblica.

    Io credo, ma è la mia percezione, che sarà un momento importante e davvero fondativo, al di là della lettera delle tante (e diverse) “costituzioni” d’Ateneo.

    Di una cosa posso dire di essere certo: la Rete29Aprile non “smorzerà la protesta”, anzi! Cambieremo questa Università se riusciremo a cambiare quel che c’è nelle teste: prima nelle nostre (ciascun* di noi deve smettere di tollerare le ipocrisie sulle quali è costruito questo sistema di potere, e deve denunciarle come intollerabili ogni volta che può, senza timore di essere giudicato fastidios* o scomod*) – , e poi in quelle degli altri. Ce la possiamo fare, anzi, ce la stiamo già facendo…

    Un caro saluto, e grazie per il bel post.

    • Cristina Cassina ha detto:

      Caro Massi,
      grazie a te. Lo so che la Rete29Aprile deve esserci, e so che può fare un buon lavoro. Io stessa, proprio ieri pomeriggio, ho fatto parte della delegazione che a nome dell’Assemblea dei ricercatori di Pisa ha presentato alla commissione Statuto le nostre idee.
      E le idee erano tante: 400 mail nel giro di pochi giorni, a testimoniare con quanto interesse e competenza i ricercatori di Pisa seguono questo momento.
      Resta quella cortina fumogena, immagine che ho tratto da certi testi di primo Ottocento che non riesco a togliermi dalla mente (testi che parlano, guarda caso, delle malizie del Potere …)
      Ma grazie soprattutto per ciò che ci dici: la Rete non smorzerà la protesta. Non avevo dubbi, ma talvolta (come nelle storie d’amore) si ha bisogno di un’ulteriore conferma.

  2. Laura Sacerdote ha detto:

    A questo aggiungiamo che, nella migliore delle ipotesi, la stesura degli statuti e le difficolta’ del vuoto legislativo in attesa della loro stesura, continua a sottrarre energia a ricerca e didattica che pagheranno un prezzo spaventoso a questo periodo di caos.

    • Franco Failli ha detto:

      Sembra la replica di un copione ormai consolidato: in un paese in cui il partito di governo si può sbilanciare a dire e fare qualunque cosa senza conseguenze, una tecnica vincente contro le persone o le istituzioni che si vogliono danneggiare, è quella di fare un polverone tale che il soggetto sotto attacco deve smettere di fare qualunque cosa per difendersi. Se l’attacco è abbastanza in profondità, e prolungato per un tempo sufficiente, l’attività frenetica cui è obbligato l’avversario per impedire che il polverone gli otturi le narici, gli impedirà di fare qualunque altra cosa. Anche l’attività di base che gli consente la sopravvivenza. E quindi l’avversario muore non per soffocamento ma di inedia, e tu non tu l’hai, apparentemente, nemmeno toccato con un filo d’erba. Inoltre la causa della morte non c’entra niente con la polvere. Quindi sei innocente, e hai dimostrato che l’avversario era debole, e doveva morire comunque. Quindi i tuoi attacchi erano perfettamente giustificati e sei un benemerito ed un lungimirante. Ganzo davvero.
      Come si smonta questo giochino?

      • simocapa ha detto:

        Come si smonta?
        Basta fregarsene della polvere, prendere una mazza e menare fendenti a casaccio. Ovviamente in modo metaforico.
        Cioè dovremmo prendercela con chi è responsabile di questo caos, Maria Stella Gelmini. Come dimostra Gianni, la direzione delle politiche ministeriali è assolutamente insufficiente, al limite della manifesta incapacità. La collaborazione con i collaboratori storici è saltata. Tomasi fra qualche mese andrà in pensione. Voglio vedere cosa accade dopo.
        Io intanto mi preparo, voglio iniziare ad attaccare il Ministro Gelmini ogni settimana. Chiededole ragione dei suoi errori, uno per settimana. Ho post assicurati fino al 2012…..

  3. Cristina Cassina ha detto:

    Le analisi convergono, bene.
    Faccio un’aggiunta rispetto al genere di competizioni in atto: c’è anche quella di velocità perché un Ateneo sta per tagliare traguardo. Roba da record !

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