Parlare a vanvera [flash]


Domenica, alla trasmissione di Fabio Fazio, s’e’ rivista Mariastella Gelmini. Il conduttore ha al Ministro alcune domande riguardo ad alcuni recenti provvedimenti del Governo di cui ancora si stentano a vedere gli effetti. Almeno quelli positivi.

Al contrario, le conseguenze dei tagli sono sotto gli occhi di tutti, sia per quanto riguarda la scuola (quella pubblica, ovviamente) che per quanto riguarda l’universita’. A queste obiezioni il Ministro ha ripetuto la consueta cantilena, con alcune variazioni notevoli: per esempio ora tra i grandi successi dell’azione governativa va annoverata la chiusura di un immaginario corso di laurea sull’asino dell’Amiata. La lotta agli sprechi del Ministro Gelmini assume sempre piu’ i contorni di una gloriosa battaglia donchisciottesca contro avversari tanto tremendi quanto immaginari; e l’asinologia sembra essere uno degli incubi ricorrenti del Ministro.

Ma mentre il Ministro si trastulla tra un libro di favole ed una comparsata in TV, i problemi di sempre son ancora tutti li’, ed anzi se ne aggiungono di nuovi. Il motivo e’ presto detto: la riforma epocale della Gelmini e’ solo una scatola vuota che, in mancanza di regolamenti e decreti attuativi non solo e’ inutile, ma sta gia’ inceppando o rendendo ingestibile financo l’ordinaria amministrazione (come era peraltro facile da prevedere).

Dulcis in fundo: qual’e’ il modello dell’ universita’ di Mariastella? Facile: l’IMT di Lucca, ovvero un istituto speciale (soprattutto per la quantita’ di fondi pubblici che riceve) inventato dal nulla per gratificare un qualche politicante locale (un tal Pera, si dice).


Per approfondire:

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Ricercatore presso il Dipartimento di Matematica dell'Universita' di Pisa
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9 risposte a Parlare a vanvera [flash]

  1. pietrodima ha detto:

    A me la Gelmini era piaciuta di più a “Parla con me” della Dandini:

  2. Marcella ha detto:

    Preferisco non aggiungere alcun commento in merito all’intervista rilasciata dal Ministro, per pudore rispetto a cosa sono riuscita a pensare in quei dieci minuti di delirio e per evitare di cadere nel torpiloquio. Ritengo invece assai pericoloso continuare a considerare la l.240 alla stregua di una scatola vuota, perché così facendo si minimizzano le conseguenze devastanti che già sta producendo non solo per assenza dei regolamenti necessari a rendere attuative alcune delle misure previste, ma proprio per effetto di quel poco (ma già tantissimo) che è diventato vigente a partire dalla fine di gennaio. Anche così, mutila e depotenziata, sta smantellando a colpi di ruspa e a tutta velocità le pur fragili colonne di democrazia e partecipazione che sostenevano il castello di governo dei nostri atenei. Stiamo in guardia!

  3. Cristina Cassina ha detto:

    Immagine azzeccatissima.
    Ciuchino (se non erro si chiama così) avrebbe molto da insegnare a una ministra della Repubblica che non solo si è mostrata del tutto impreparata – e già questo è un fatto grave per una figura politica – ma che è anche riuscita a offendere l’intelligenza di un milione e più di lavoratori sostenendo che non c’è blocco agli scatti di anzianità degli insegnanti e parlando di …. “bidelli”: ma da dove viene e dove vive questa ministra ?!?
    La ciliegina, però, è arrivata quando ha affrontato il problema degli insegnanti di sostegno: un grazioso regalo, una vera chicca per tutte quelle famiglie che, giorno per giorno, vivono questo dramma sulla propria pelle.
    C’è una sola parola per commentare questa apparizione in tv: DIMISSIONI !

    • carcar ha detto:

      Effettivamente ciuchino aveva la lingua piu’ sciolta: Mariastella e’ un po’ arrugginita ultimamente.

      Anche se stendiamo un pietoso velo sui contenuti (dovrebbe cambiare ghostwriter), stavolta perfino la recitazione era piuttosto incerta (ma in fondo non e’ facile mentire quando sai che chi sta di fronte sa che stai mentendo). Comunque, nonostante tutto, riesce lo stesso a sparare corbellerie a raffica.

      A rivederci al prossimo match ciuchino-Mariastella.

  4. robertobruni ha detto:

    La densita’ di bugie, svarioni e luoghi comuni e’ impressionanate.
    Mi sembra che sia riuscita a indisporre anche il conduttore,
    evento assai raro.

    Forse non sarebbe male istituirlo prima o poi il corso di
    laurea sull’asino (dell’amiata ma non solo): di sicuro ci
    sarebbero molti onorevoli candidati per la laurea a titolo
    d’onore.

    Comunque mi sembra che in questo modo si faccia una “buona” pubblicita’
    da sola: ma davvero crediamo che riesca a convincere ancora qualcuno
    con questi vagheggiamenti a cura del Ministero per l’Immaginazione oltre
    l’Umanamente Recepibile?
    Io sono fiducioso di no: piu’ apparira’ sui media e piu’ sara’ evidente
    l’inconsistenza delle sue parole.

  5. Giovanni Stea ha detto:

    Di tutte le assurdita’ megafonate dalla pseudoministra, la piu’ vile e’ quella secondo cui mancano gli insegnanti di sostegno perche’ “in certe regioni” si e’ troppo solerti a concedere disabilita’ senza motivo.
    Come no. Le mamme fanno a gara, a chiedere le disabilita’ per i figlioli. Quando faccio la fila alla cassa alla Coop le sento sempre che si vantano: “Eh, io ho fatto prendere l’insegnante di sostegno al mi’ figliolo… Non ce n’era motivo, ma mi sono intortata un po’ il dirigente scolastico… Eh, si’, son furba – d’altra parte, mica possono andare sempre agli altri certi privilegi”.
    Io non ce l’ho con la Gelmini, no sir.
    Ce l’ho con chi gli da’ retta.

    • Carlo Carminati ha detto:

      Eh, sai com’è: anche per fare i falsi invalidi bisogna allenarsi da piccoli…

      • giovanni stea ha detto:

        Una piccola soddisfazione:

        [Repubblica.it, 27/3/2011]
        “Condotta discriminatoria” . Così Il tribunale della Spezia ha giudicato la decisione del ministro Gelmini di ridurre le ore di insegnamento di sostegno. Ed è stata denunciata da uno studente disabile di un istituto superiore della città ligure. Il giudice ha condannato il Ministero a ripristinare le ore di sostegno e a pagare le spese processuali. I genitori del ragazzo hanno contestato il contrasto fra i tagli della Gelmini e il diritto alla tutela delle persone con disabilità. “L’articolo 3 della Costituzione – si legge nel ricorso – promuove la piena attuazione del principio di parità di trattamento” e con il provvedimento ministeriale “viene leso il diritto del disabile all’istruzione”.

  6. Franco Failli ha detto:

    Molto bello anche il passaggio logico: “Io penso che peraltro molti di coloro che sono scesi in piazza per difendere la scuola pubblica in realtà poi mandano i figli alla scuola privata, così come loro la definiscono. […] Perché si difende la scuola pubblica e poi si mandano i figli alla scuola paritaria, a significare che forse tutta questa fiducia nella scuola pubblica queste persone non ce l’hanno.”
    Ma quali persone??? Hai cominciato dicendo “Io penso” (che già quello… via…) e poi concludi come se avessi le loro carte di identità sul tavolo. E poi anche la gaffe di puntualizzare che “scuola privata” è come loro (ma loro chi?) la definiscono, e poi tre parole prima e tre parole dopo sei tu a dire “scuola pubblica” invece che scuola statale. Si vede che hai le idee ben chiare mary (minuscolo).

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