Fame di cultura

Otto studenti hanno iniziato ieri sera uno sciopero della fame contro il DdL Gelmini, un’iniziativa da portare avanti fino al ritiro del DdL perché «abbiamo fame di cultura». Così gli studenti (in realtà sono ben più, perché molti altri li seguono, li sostengono e li aiutano) illustrano le motivazioni della loro azione: «Oggi rispondiamo da Pisa all’appello dei nostri colleghi e compagni romani, iniziando anche noi uno sciopero della fame che accompagnerà la discussione del Ddl Gelmini al Senato della Repubblica. In questo autunno di mobilitazione intensa edeterminata, abbiamo posto in modo decisivo all’attenzione del Paese i nodi cruciali della conoscenza come bene comune e della gestione della crisi divenuta pretesto per un epocale progetto di esclusione sociale. A questo governo che si compra una fiducia virtuale in Parlamento, che invoca il ritorno ad un diritto di “prevenzione” nazifascista, che ha l’arroganza di svilire la cultura ad espressioni come “con Dante non ci riempi un panino”; a questo governo oggi rispondiamo smettendo di mangiare e affermando la nostra fame di cultura. Quest’azione dimostra che ancora una volta noi studenti universitari abbiamo il coraggio e la responsabilità di metterci in gioco, di stare in prima linea nella nostra lotta contro il furto del diritto allo studio e dei beni comuni che questo vergognoso governo sta portando avanti. Non vogliamo né possiamo perdere questa partita, perché in gioco è il futuro dell’università pubblica e di tutto il nostro Paese. Invitiamo tutti gli studenti in mobilitazione d’Italia ad iniziare lo sciopero della fame per continuare a mettere in pratica il nostro rifiuto della “riforma” Gelmini e del governo Berlusconi.»

Webcam dall’Aula Zero del Palazzo della Sapienza  con cui gli  studenti lanciano periodicamente ‘bollettini’ sull’andamento dello sciopero.

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5 risposte a Fame di cultura

  1. Pingback: Abbiamo fame di cultura [flash] | Ultimo appello

  2. Giovanni Stea ha detto:

    Forza ragazzi!
    Siamo orgogliosi dei nostri studenti.

  3. Cristina Cassina ha detto:

    Sì, come ho già detto di persona agli studenti che stanno portando avanti lo sciopero della fame (e l’ho detto a nome del coordinamento dei ricercatori di Pisa), questa loro iniziativa è la migliore risposta alle accuse di violenza che fioccano da ogni dove.
    Come scrive Giovanni, forza!!!
    Cristina

  4. robertobruni ha detto:

    Adesso qualcuno invocherà la merendina preventiva?
    Forza ragazzi!

  5. Cristina Cassina ha detto:

    Ho sentito gli studenti ieri sera, stanno bene fisicamente ma sono davvero rattristati per ciò che sta succedendo in Senato. Ripensando a queste ultime settimane, si rendono conto che hanno provato tutte le strade, ne hanno persino inventate di nuove, sempre pacifiche e non violente, senza ottenere non solo un risultato, ma per lo meno l’ascolto da parte del governo. Uno di loro, giustamente, mi ha detto: «è una sconfitta per la democrazia».
    Da parte mia, condivido pienamente questa lettura.
    Oggi pomeriggio chiudono questa esperienza, così come i nostri colleghi ricercatori che, a Roma, dopo quasi un mese, scenderanno dal tetto di Architettura.

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